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domenica 19 ottobre 2008

Classifica crack finanziari U.S.A.


Tale classifica mette in evidenza la follia e la mancanza di regole adeguate che oggi ci sono nel mondo finanziario. Basta vedere che nonostante nel 2002 ci siano stati importanti fallimenti oggi, a distanza di 6 anni, ci ritroviamo Lehman Brothers in testa a questa particolare classifica con un buco ben 4 volte superiore a quello di WorldCom, secondo in classifica. Ciò significa che si è perso la cognizione della realtà, quando si parla di un buco di 639 miliardi di dollari, vuol dire che qualcosa nell'intero sistema finanziario non va, non si ha più rispetto delle regole del mercato, non si ha più rispetto dei risparmiatori e sosprattutto non si ha più rispetto del denaro in per se.

CLASSIFICA SOCIETA' ASSET DATA

1) LEHMAN BROTHERS 639 15/09/2008
2) WORLDCOM 103,9 21/07/2002
3) ENRON 63,4 02/12/2001
4) CONSECO 61,4 18/12/2002
5) TEXACO 35,9 12/04/1987
6) Financial Corp of America 33,9 09/09/1988
7) Refco 33,3 17/10/2005
8) IndyMac Bancorp 32,7 11/07/2008
9) Global Crossing 30,2 28/01/2002
10)Calpine 27,2 20/12/2005

mercoledì 8 ottobre 2008

Catastrofe finanziaria? Si, ma ora si guadagna


In questi ultimi giorni abbiamo assistito ad una pesante ondata di vendite su tutte le principali borse internazionali che ricorda molto quella fase che abbiamo già vissuto 21 anni fa, sempre in ottobre del 1987. Osservando la storia e ricordando comportamenti ed emozioni già vissute riusciamo a considerare la situazione attuale nella giusta prospettiva. In quel lontano 19 ottobre, (sempre di lunedì e sempre in ottobre) l'indice Dow Jones aveva fatto segnare un pesantissimo -22,6% in un solo giorno. Pochi giorni dopo, il 26 ottobre del 1987, l'indice registrava ancora un -8%, seguito da un ulteriore perdita di -7,2% il giorno dopo. Ottobre non è proprio un buon mese per i mercati azionari e numerosi importanti ribassi sono spesso accaduti in questo periodo. Nei giorni successivi al grande crollo di -22,6%, tutti i principali quotidiani dell'epoca, dal Sole 24 ore, al Corriere della Sera, a Repubblica e così via, titolavano in prima pagina con frasi del tipo: "Peggio del 29", "Fine del mercato", "Catastrofe in borsa", "Non sarà più come prima" e così via. Meno di sei mesi dopo, gli stessi quotidiani pubblicavano titoli in prima pagina ben diversi: "Guadagni record in borsa", "Il toro dilaga sui mercati", "Rialzi record sui mercati". In sintesi tutta quella grande crisi era stata già archiviata da forti e altrettanto veloci recuperi dele quotazioni riportando la situazione alla normalità. Per fortuna i mercati vanno poche volte in prima pagina ed è giusto che sia così. Storicamente però, ogni volta che le borse sono finite sulle copertine a causa di forti ribassi, questo si è dimostrato come uno dei migliori momenti per comperare, mentre quando viceversa si sono esaltati i momenti di grandi guadagni, questo è stato il migliore momento per vendere e scappare via. Anche questa volta sicuramente sarà così.